Cesmi - Italia - Centro Studi Medicina Integrata - Palermo - Lucca
Home | Terapeuti e Consulenti | Tecniche Complementari | Dove Siamo | Attività | Corsi | Link | Contatti
ATTI CONVEGNI

ATTI DEL CONVEGNO Psichiatria, psicoterapia, medicina non convenzionale: quali sinergie?
Descrizione breve Vengono pubblicati gli atti del II°Convegno Nazionale in cui le MnC entrano in sinergia con il modello biomedico nella branche della Psichiatria e Psicoterapia
Testo
 

"Le Giornate della Salute “5° ed. 2010
II° Convegno Nazionale Complementary and alternative medicine (CAM) nelle specialità biomediche

ATTI DEL CONVEGNO
Psichiatria, psicoterapia, medicina non convenzionale: quali sinergie?

Palermo 6 novembre 2010
La Vignicella
(ex Ospedale Psichiatrico)
Via La Loggia

Patrocini
Ordine dei Medici di Palermo, Ordine degli Psicologi Regione Sicilia, Presidenza Regione Sicilia


INTRODUZIONE AL CONVEGNO
Il convegno è il II° nazionale ideato, in tal modo, dal CeSMI per ampliare la conoscenza sull’uso delle “Complementary alternative medicine (CAM)”, termine in uso nella comunità scientifica internazionale, nei vari ambiti specialistici del modello biomedico.
Il I° convegno nazionale pionieristico è stato in Dermatologia “Medicina non convenzionale (MnC) in Dermatologia”Approcci diagnostico-terapeutici a confronto per una medicina integrata centrata sulla persona, Palermo 24 ottobre 2009, ed ha riscosso un notevole interesse tra i medici e farmacisti a cui erano rivolti i crediti formativi.

Il II° convegno nazionale vuole continuare il confronto diretto su base scientifica, tra la medicina non convenzionale (MnC) ed il modello biomedico, nell’ambito della psichiatria, psicoterapia, poco indagata dalla ricerca scientifica dei vari approcci diagnostico-terapeutici propri della MnC .
La conoscenza dei principi e leggi che regolano le medicine non convenzionali (omeopatia, agopuntura, medicina cinese, fitoterapia, omotossicologia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica -mancano osteopatia e chiropratica perché non inerenti al tema del convegno-) riconosciute dal FNOMCeO in Italia con il documento di Terni nel 2002 - vera pietra miliare dell’attenzione del mondo medico verso le Medicine non convenzionali -, è sicuramente una possibilità di ampliamento dell’arte medica per una medicina centrata sulla persona.
Il confronto costruttivo tra i vari relatori, clinici medici, esperti ognuno in un settore specifico della MnC, ed i clinici universitari, ospedalieri, ambulatoriali, liberi professionisti esperti solo nel settore della biomedicina, rappresenta una prima esperienza in assoluto nell’ambito della psichiatria e psicoterapia, che può portare a sviluppare, od incrementare laddove esiste già, il settore della MnC a beneficio del paziente.
Inoltre la conoscenza delle MnC provenienti da culture orientali, diventa necessario per creare un ponte tra metodi diagnostico-terapeutici diversi, anche psicoterapeutici e/o arteterapeutici, che possono integrarsi a favore del paziente, quando è necessario e/o conveniente, rispettando la libera scelta di cura del paziente.
Da non sottovalutare è che il 23% degli italiani si cura con la MnC, e ciò porta ad un considerevole risparmio economico sanitario, insieme alla responsabilità di vigilanza su chi pratica la MnC che deve essere ad opera del medico, formato correttamente secondo criteri suggeriti dalla FNOMCeO in Italia in concerto con il Comitato di consenso in Italia per le MnC (di cui il CeSMI è rappresentante in Sicilia), a garanzia del paziente.

Gabriella Pravatà
Dermatologa, Master universitario in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese
Presidente Centro studi medicina integrata (CeSMI)

 

 

 

ORIGINI

Il Comitato è stato costituito venerdì 5 dicembre 2003 a Bologna tra i firmatari del Documento di Consenso sulle MNC sottoscritto alla Conferenza di Consenso sulle MNC tenutasi a Bologna il 20 ottobre nell'ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria.
Successivamente altre associazioni hanno sottoscritto il Documento di Consenso e hanno aderito al Comitato.
Il Comitato, realtà apolitica indipendente, no-profit, senza conflitti di interesse, multidisciplinare, multiprofessionale e integrata di riferimento nel panorama delle MNC del nostro Paese, nasce con lo scopo di concretizzare con tutte le iniziative del caso quanto sottoscritto col Documento di Consenso e di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle MNC e di costituirsi come l'interlocutore più autorevole e rappresentativo delle MNC di area medica nei confronti delle Istituzioni, grazie anche alla presenza delle associazioni dei pazienti delle medicine non convenzionali, contando ben 23 tra associazioni, società scientifiche, federazioni, l'Associazione Italiana Pazienti della Medicina Antroposofica, l'Associazione Pazienti Ayurvedici "Atah", il Tribunale per i Diritti del Malato - CittadinanzaAttiva dell'Emilia-Romagna.
Cinque delle nove società medico-scientifiche di MNC iscritte alla Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane, FISM, sono componenti costitutive del Comitato: AIOT, FIAMO, FISA, SIMA, SIMO.
Il Comitato rappresenta circa 12.000 tra medici, odontoiatri e veterinari di tutte le discipline riconosciute dalla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e dei Veterinari: Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Tradizionale Cinese, Omotossicologia.
Il Comitato è impegnato a livello medico, sociale e nei confronti delle istituzioni operando nei seguenti ambiti: educazione alla salutogenesi, riconoscimento legislativo, informazione e rapporti con i media, consenso informato per una libera scelta dei percorsi di salute, formazione non solo di medici, odontoiatri e veterinari ma di tutti gli operatori della sanità, farmacoeconomia e integrazione sul territorio per i problemi dell'equilibrio sostenibile, criteri di qualità, sicurezza ed efficacia delle terapie e dei farmaci nelle varie discipline mediche rappresentate, sostegno e confronto con le associazioni dei pazienti ed è aperto a tutte le componenti sanitarie, nelle sedi rappresentative della professione medica, alle Istituzioni della Repubblica sia nazionali che regionali e territoriali, nonché nei confronti delle associazioni dei cittadini.
Il Comitato è il partner italiano dell'European Research Initiative on Complementary and Alternative Medicine (EURICAM) e di European Forum for Complementary and Alternative Medicine (EFCAM).Il Comitato è Corresponding Partner del European Coalition on Homeopathic and Anthroposophic Medicinal Products (ECHAMP).
Il Comitato inoltre è co-fondatore e patrocinatore della Campagna "Giù le Mani dai Bambini" la più importante e visibile campagna di farmacovigilanza per l'età pediatrica mai avviata in Italia di informazione sociale contro l'abuso degli psicofarmaci nei bambini.
Fondatore: Dott. Paolo Roberti di Sarsina
Coordinatore dal 05.12.03 al 20.03.09: Dott. Paolo Roberti di Sarsina
Coordinatrice dal 20.03.09: Dott.ssa Antonella Ronchi, presidente FIAMO
Responsabile Relazioni Internazionali: Dott. Paolo Roberti di Sarsina
 

 

ABSTRACTS

SINERGIA E MATRICI DI SENSO COMUNI TRA PSICHIATRIA E CAM
Daniele La Barbera
La Psichiatria e le CAM presentano numerosi aspetti di convergenza e di intersezione, sia sul piano dei modelli teorici e applicativi, sia su quello dell’intervento clinico, sia, ancora in relazione ad un comune terreno olistico e simbolico. Non a caso la psichiatria è stata la disciplina medica nel cui ambito si è prospettata per prima la visione psicosomatica, il tentativo, cioè, di recuperare, almeno parzialmente, una visione psicosomatica, un approccio al malato di tipo integrato e un modello di correlazione degli eventi biopatografici, nella loro complessa interazione di aspetti genetici, ambientali e psicologico-relazionali. La reciprocità di questo rapporto risiede nella specifica e particolare attenzione che la grande parte delle CAM rivolgono agli aspetti del biotipo costituzionale, del temperamento, della reattività psichica e all’insieme delle caratteristiche emozionali e personologiche dell’individuo. Sotto questo punto di vista, le CAM hanno anticipato la visione olistica verso la quale si vanno lentamente orientando la Medicina e la Psichiatria, affermando il valore di un minuzioso esame clinico che colga oltre agli aspetti semiologici fisici, anche i segni e i sintomi legati alla vita affettiva e al funzionamento psicologico, e alle loro variazioni in base agli effetti delle noxae patogene. All’interno delle CAM tali approcci risultano più pienamente sviluppati dalla medicina omeopatica e dalla agopuntura e medicina tradizionale cinese, le quali hanno articolato dei modelli “psicologci” e delle tipologie psichiche, di grande interesse anche per la medicina convenzionale. Nella relazione viene anche proposta una riflessione sul significato simbolico che può rivestire, nel mondo d’oggi, l’interesse per le CAM, all’interno della questione più generale della umanizzazione degli approcci clinici e della prassi assistenziale.

MEDICINE NON CONVENZIONALI IN PSICHIATRIA: ATTUALITÀ E PROSPETTIVE

Paolo Roberti di Sarsina
All’orizzonte della psichiatria internazionale inizia a configurarsi la nuova edizione del Manuale Statistico e Diagnostico delle Malattie Mentali di cui l’American Psychiatric Association licenzierà la V Edizione nel 2013.
Quali sono le esperienze più interessanti e le prospettive delle MNC in Psichiatria?


ADHD TRATTAMENTO ED EVOLUZIONE IN ETÀ ADULTA

Daniele La Barbera, Lucia Sideli

Il Disturbo da Deficit dell'Attenzione/Iperattività (maggiormente noto col termine inglese Attention Deficit/Hyperactivity Disorder, ADHD) è una patologia ad esordio infantile che ha recentemente richiamato l'attenzione clinica e della popolazione generale per questioni relative alla diagnosi e al trattamento. La patologia è caratterizzata da sintomi di disattenzione, iperattività e impulsività che si manifestano a partire dall’età infantile e impediscono al soggetto di raggiungere gli obiettivi scolastici, lavorativi e sociali richiesti dal suo contesto di vita, nonostante gli sforzi soggettivi e l'assenza di deficit intellettivo. Si stima che il disturbo interessi mediamente il 5% della popolazione mondiale infantile ed adolescenziale ed il 4% di quella adulta. Da qualche anno ha assunto un maggiore risalto il fatto che, contrariamente a quanto ritenuto fino a pochi anni fa, la storia naturale dell’ADHD non evolve sempre verso l’autorisoluzione, ma, circa nel 60% dei casi, tende a persistere anche nell’età giovanile ed adulta con sintomi che non coincidono del tutto con quelli dell’infanzia. Disorganizzazione, distraibilità, dimenticanze sono i sintomi che dominano il quadro clinico del paziente adulto riducendo la performance accademica e lavorativa e ostacolando la gestione efficace della vita domestica. Le conseguenze sono spesso un precoce abbandono degli studi, la scelta di impieghi inferiori alle proprie capacità e potenzialità, la tendenza a procrastinare o delegare tutte le attività che richiedono un impegno costante e prolungato. L’impulsività e l’iperattività dell'infanzia tendono a ridursi e ad esprimersi attraverso sentimenti di inquietudine interiore, suscettibilità alla noia ed eccessivo coinvolgimento in attività altamente stimolanti, come il lavoro, lo sport o l’uso di Internet o dei videogiochi, che possono in qualche caso presentare anche un potenziale d’abuso. Sia per i bambini che per gli adulti, il trattamento dell’ADHD si basa su un approccio integrato che richiede la partecipazione di differenti figure professionali specializzate, atte a fornire sia un intervento di tipo psico-educativo e psicoterapico, che farmacologico. L’intervento farmacologico si basa prevalentemente su psicostimolanti metanfetaminici, come il metilfenidato, o inibitori del re-uptake della noradrenalina, come l’atomoxetina che contribuiscono in maniera significativa alla riduzione della sintomatologia. La terapia cognitivo-comportamentale e la psico-educazione si sono dimostrate efficaci nel favorire l’apprendimento di strategie metacognitive utili a implementare l’attenzione e la memoria e ridurre l’impulsività. Altresì la consulenza di coppia è spesso utile a modificare le modalità di comunicazione e l’attribuzione dei ruoli nella vita domestica.

ADHD e la medicina antroposofica

Remigio Cenzato
La MA si basa su una epistemologia e su una concezione antropologica che vede l’uomo come essere bio-psico-individuale. Nella considerazione di un qualsiasi evento di disagio o malattia, viene considerato prioritario l’aspetto individuale. A questo ci si avvicina con una metodologia interpretativa di tipo fenomenologico. L’osservazione di come si struttura il nucleo di coscienza nel bambino ipercinetico, mostra delle peculiarità specifiche già dai primi tempi di vita. Se durante questo periodo, l’individualità – coincidente con il nucleo di coscienza che il bambino sta sviluppando – viene sottratta all’esperienza somatica per essere catturata da un’eccessiva sollecitazione percettiva, si genera la predisposizione all’ipercinesi e, successivamente all’inattenzione. Il bambino con diagnosi di ADHD vive il suo rapporto con l’ambiente con una consapevolezza di sé frammentata in un’incalzare percettivo che lo costringe ad essere laddove - in ogni momento - è caduta la sua momentanea attenzione prevalentemente attraverso i canali visivo ed uditivo. Non c’è il tempo di elaborare adeguatamente lo stimolo e di formare un’immagine sostanziata “interna” di quanto percepito. Solo questa immagine – separata e indipendente dal mondo – gli potrebbe fornire un adeguato appagamento, relativamente a quanto accolto a mezzo dei sensi. Da ciò deriva che ogni esperienza avrà una connotazione deludente, che necessiterà di una sempre nuova esperienza percettiva che sopperisca a questa “carenza sostanziale interna”.
Ciò ha una ricaduta fondamentale sulla “relazione”. Questi bambini non hanno relazioni soddisfacenti, per il fatto che sono incapaci di porre fra sé e il percepito le istanze e le essenzialità del percepito stesso. Non è possibile una soddisfacente ed efficace relazione con l’“eterno” se non si è in grado di espandere in sé un’immagine “interna” sostanziata dell’altro. Si genera con ciò un vuoto e un’indolenza o impotenza interiore che mostra le sue conseguenze nell’adolescenza, quando nel ragazzo si apre inevitabilmente lo spazio di riflessione dell’interiorità. Avremo quindi che, in quel laboratorio – empatico affettivo – che permette di sentire ed elaborare i presupposti alla relazione, il ragazzo non troverà né l’attitudine, né la forza per reggere e sviluppare delle adeguate relazioni.
Nella MA la terapia si fonda essenzialmente sullo studio di tutte le fasi ed i passaggi necessari e possibili all’apertura dello spazio relazionale, sia con gli oggetti e i corpi del mondo che con l’altro; coetaneo o adulto che sia. Il “fattore umano” è la via privilegiata in grado di “contagiare” alla comparsa di uno spazio interiore e alla centratura e stabilizzazione del sé. Nessun “Sé”, nessun nucleo di coscienza e nessuno spazio empatico affettivo, possono scaturire e sostanziarsi al centro di un essere, se non vi è un Tu confermante e generante che dall’ambiente si predisponga a questo.
Le scuole Waldorf possono essere considerati luoghi privilegiati ove si svolge un’attiva prevenzione ed un’efficace cura di questo disturbo. Segue una breve disamina della farmacologia e delle altre tecniche terapeutiche a disposizione della Medicina Antroposofica nella cura del disturbo di attenzione con iperattività
Si vedano a questo proposito gli studi scientifici di W.J.v.Goethe, l’antropologia filosofica di carattere fenomenologico di Max Scheler, Edith Stein ed Hedwig Conrad Martius, elaborata sulla base del pensiero di Edmund Husserl e l’ampliamento dell’antropologia filosofica di carattere fenomenologico realizzata da Rudolf Steiner.

L'OMEOPATIA E LA GESTIONE DEL CASO IN PSICHIATRIA: CASI CLINICI

Gaetano Arcovito
Da venti anni pratico la medicina omeopatica nell’ambulatorio di Psichiatria di Gioiosa Marea e Patti (ME). E’ evidente come nei primi anni questo tipo di approccio, diverso e “naturale”, sia stato visto con approssimazione se non con sospetto da una Utenza non informata (spesso volutamente…). In questi anni, complice anche lo sviluppo della cultura del “naturale”, si è assistito ad un allargamento delle possibilità di trattamento anche di casi psichiatrici, con preparati fitoterapici ed omeopatici, da soli o in combinazione (laddove possibile) con i tradizionali psicofarmaci. Il trattamento omeopatico, da solo o integrato con altre metodiche, si è mostrato particolarmente utile nel trattamento della depressione, dell’insonnia, deì disturbi della condotta alimentare, degli stati d’ansia e degli attacchi di panico. Integrato con la psicofarmacologia tradizionale, il rimedio omeopatico si è mostrato particolarmente efficace nel trattamento delle sindromi schizoaffettive e dei quadri più prettamente psicotici. E’ evidente come, ancora troppo spesso, il Paziente arrivi alla nostra osservazione già con un trattamento “tradizionale”, “inquinato” quindi da farmaci che spesso servono solo a “coprire”, camuffare i sintomi, e come lo stesso visti i relativi risultati cerchi un possibile miglioramento del proprio stato di salute, cercando di evitare così gli inevitabili effetti collaterali. Oltre ad una presa in carico totale della problematica del caso, è importante quindi avviare una fase di disintossicazione anche energetica dell’organismo e di condivisione del ruolo e dello scopo della terapia, cui seguirà poi la individualizzazione della terapia.
Vengono quindi analizzati due casi clinici.


PRATICHE TERAPEUTICHE ORIENTALI E PSICOLOGIA ANALITICA JUNGHIANA: PUNTI DI CONTATTO E DIFFERENZE

Franco La Rosa, Rosalia Billeci, Antonino Enia

Il fascino che tutte le pratiche curative della cultura orientale esercitano su Jung origina dal tentativo dell’autore di superare la contrapposizione tra materia e spirito, e di ricercare una completezza fondata sull’insieme degli elementi opposti e complementari della psiche, integrando tra loro le funzioni razionali della mente con le funzioni che oltrepassano la logica e la razionalità.
L’Oriente viene osservato da Jung come uno specchio attraverso cui analizzare le carenze della cultura e della psicologia occidentali con un reciproco confronto.


IL CICLO DELLA VITA SECONDO LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE Lezione Magistrale

Henri Truong Tan Trung

Il ciclo della vita consta di quattro fasi evolutive:
1-l'infanzia: la primavera della vita (piccolo yang) dove domina l'energia del Fegato;
2-la gioventù: l'estate della vita (gran yang) dove domina l'energia del Cuore;
3-la maturità: l'autunno della vita (piccolo yin) dove declina l'energia del Polmone;
4-la senescenza: l'inverno della vita (gran yin) dove declina l'energia Rene.
Ogni fase evolutiva si suddivide in tre periodi: in multiplo di 7 per la ragazza
ed in multiplo di 8 per il ragazzo:
1-periodo di inizio o di crescita;
2-periodo di pienezza;
3-periodo di declino, esistenziale o preziosa.
È durante il periodo prezioso che il comportamento dell'individuo si perturba e
questo di tanto più dallo « spasmophile ».
1-Fase dell'infanzia o prima fase evolutiva:
1-1-la Saggezza, a 7 anni per la ragazza e 8 anni per il ragazzo, finisci il Periodo di
Inizio dell'infanzia con l'affermazione dell'energia del Rene, i capelli si stendono, i
denti di latte cambiano.
1-2-la Pubertà, all'età di 2 x 7=14 anni per la ragazza e di 2 x 8=16 anni per il
ragazzo, segna la fine del periodo di Pienezza dell'infanzia :
-l'energia del Rene abbonda il KOEI Celeste,
-il Tinh/Jing oltrepassa,
-lo YIN si accorda con lo YANG,
-il ragazzo può fecondare,
-la ragazza con manifestazioni di mestrui può generare perché il JEN MO/REN Mai
circola ed il CHONG Mai è prospero.
1-3-L'adolescenza, o "età stupida", di 14 a 21 anni, 3 x,7, per la ragazza e di 16 a 24
anni, 3 x,8, per il ragazzo,:
Durante questo terzo periodo dell'infanzia o Periodo di Transizione: il
bambino non è più un bambino ma non ancora un adulto:
-L'energia del Rene è in pienezza, i denti del giudizio finiscono di spingere,
-il corpo si sviluppa al massimo,
-i muscoli e le ossa diventano fermi e solidi.
L'adolescenza rappresenta anche un periodo di Tormenti o Periodo Prezioso,
anche i punti del Fegato permettono di equilibrare questo periodo prezioso,: il punto
Ting/Jing 1F (Dadun) al quale si aggiunge il punto Shuyuan 3F (Taichong)).
2 - Fase della Gioventù o seconda Fase Evolutiva:
A partire da 21 anni per la ragazza e 24 anni per il ragazzo, rientriamo nella
Gioventù, seconda Fase Evolutiva della vita, comprendendo come per l'infanzia tre
periodi: l'Inizio, la Pienezza, ed il Declino o Periodo Prezioso o Esistenziale:
2-1-il periodo di Inizio della gioventù:
Questo periodo di 21 anni a 28 anni per la ragazza e di 24 anni a 32 anni per il
ragazzo o l'uomo, rappresenta il periodo di acquisizione professionale: la scelta del
mestiere è fatta già.
2-2-periodo di Pienezza di gioventù:
Periodo di 28 anni a 35 anni (5 x 7) per la donna, e di 32 anni a 40 anni (5 x
8) per l'uomo.
2-3-periodo di Declino di gioventù (periodo dei tormenti o Prezioso):
Periodo di 35 anni a 42 anni (6 x 7) per la donna, e di 40 anni a 48 anni (6 x 8)
per l'uomo, durante quale l'uomo o la donna vanno a prepararsi a lasciare la gioventù
per ritornare in Maturità.
Quegli o queste che non accetta di ritornare in maturità, avranno dei problemi
Esistenziali (momento del lifting, delle separazioni o divorzi delle domande sulla sua
riuscita sociale?)
Durante questo Periodo Prezioso, l'energia del Rene si indebolisce
lentamente, i capelli imbiancano o cadono, i denti cominciano a perdere il loro
scoppio.
I punti del Cuore permettono di equilibrare questo periodo di declino della
gioventù: il punto Iong/Ying del Cuore 8C (Shaofu) ed il punto Shu-Yuan 7C
(Shenmen).
3-fase di Maturità o terza Fase Evolutiva:
Questa terza fase del Ciclo della Vita, a 42 anni per la donna, a 48 anni per
l'uomo, dividiti anche in 3 periodi:
3-1-periodo di Inizio di Maturità:
-Fino all'età di 49 anni (7 x 7) per la donna,
-Nella donna matura a 49 anni:
-il JENN-MO/REN-MAI è vuoto,
-il CHONG-MAI si indebolisce,
- il KOEI Celeste sparisce, è la fine dei mestrui,
- il corpo si esaurisce, la donna non è più feconda.
-Fino all'età di 56 anni (7 x 8) per l'uomo,
-Nell'uomo maturo a 56 anni:
-l'energia del Fegato è vuota,
-i muscoli ed i tendini si indeboliscono,
- il KOEI Celeste sparisce, -
-il TINH/JING si ridursi,
-i Reni (organi) funzionano male,
- il corpo si esaurisce.
3-2-periodo di Pienezza della Maturità:
Periodo di preparazione della PENSIONE:
- nella donna di 49 anni a 56 anni (8 x 7)
- dall'uomo di 56 a 64 anni (8 x 8).
3-3-periodo di Declino della Maturità:
L'individuo, di 56 anni a 63 anni per la donna e di 64 anni a 72 anni per
l'uomo, rientra nel Periodo dei Tormenti o Periodo Prezioso della Maturità, ultima
fase dell'essere maturo prima di ritornare in Senescenza.
Il non accettazione di ritornare in senescenza può dare delle agitazioni
esistenziali: per esempio il rifiuto di pensione...
Durante questo Periodo Prezioso:
-i denti ed i capelli cadono,
-i 5 organi si indeboliscono,
-i muscoli e le ossa sono senza forza.
Nell'uomo, i capelli e la barba imbiancano, il corpo si appesantisce, la marcia
diventa faticosa, l'uomo non può avere più bambino.
I punti del Polmone permettono di equilibrare questo periodo di fine di maturità
dove declina l'energia del Polmone,:
-il punto King/Jing 8P (Jingqu) , ed il punto Shu-Yuan 9P (Taiyuan).
4-Fase di Senescenza o ultima Fase della vita:
Comprende anche 3 Periodi di cui l'ultima, Prezioso o Periodo dei tormenti,
corrisponde per il vecchio alla preparazione della fine della sua vita.
Durante il periodo prezioso della senescenza, di 77 a 84 anni per la donna e di
88 a 96 anni per l'uomo, le persone vecchie sono molto ansiose, anche la
tonificazione del Rene per il punto Ho/Hé 10Rn (Yingu) ed il punto Shu-Yuan 3Rn
(Taixi) permette di equilibrare questo periodo difficile di transizione.

 

RIFLESSIONE SUL MODELLO INTERPRETATIVO OLISTICO NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE RELATIVAMENTE AD ALCUNI CASI CLINICI

Vincenzo Garaffa

La discussione sarà una riflessione sul modello interpretativo della Medicina Tradizionale Cinese imperniato sulla visone olistica dell'uomo ove questi viene visto come parte integrante ed integrata di un più vasto sistema (Cielo /Terra) e sulla presentazione di alcuni casi clinici affrontati seguendo tale metodologia.

 

ESPERIENZA IN AMBITO PSICHIATRICO CON L'OMOTOSSICOLOGIA

Paolo Roberti di Sarsina

Presentazione di uno studio aperto sull’applicazione di protocolli omotossicologici e terapie integrate in un gruppo di pazienti di area diagnostica omogenea, secondo l¹ICD-9-CM, Versione Italiana, seguiti negli ambulatori “Tiarini” del Centro di Salute Mentale “Area Ovest” del Dipartimento di Salute Mentale dell¹Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna.

 

MALATTIA MENTALE E MEDICINA AYURVEDICA

Guido Sartori

I mutevoli rapporti tra l’«IO» e il «SÉ» rappresentano un campo d’esperienza che la coscienza introspettiva dell’Oriente ha esplorato a fondo, che «dobbiamo possedere per poterla penetrare» C. G. Jung
Il Sé è: non attivo, libero, padrone, onnipervadente, onnipresente, conoscitore del campo, testimone. La mente - manas è: non cosciente, attiva, il sé è agente di coscienza, le attività esistono in funzione dell’unione del sé con la mente
MANAS dalla √MAN = PENSARE, sinonimi: CITTA (percezione interna), CAITA (coscienza), HRDAYA (centro), HRT (cuore)
Le azioni di manas consistono nel presiedere alle facoltà sensoriali, esercizio dell’autocontrollo, ragionamento, riflessione.
Le malattie sono di due tipi: quelle che sorgono dall’interno e quelle che sorgono dall’esterno anche i siti sono due: il corpo e la mente.
Costituzioni mentali - mano prakriti come espressione dei tri-guna: sattwa, rajas, tamas.
Manas ha sede in: hridaya – cuore e mastishka – cervello e si muove lungo i mano vaha srotas (canali della mente). Ha le funzioni di: conazione (desideri, volontà) cognizione (informazioni dall’ambiente)
LA MALATTIA MENTALE È CAUSATA DA:
dosha mentali - Rajas e Tamas (AH. Su. I, 21b)
dosha fisici - Vata, Pitta o Kapha
forti emozioni (avidità, rancore, rabbia)
errato uso di sostanze intossicanti - Visa
errori di giudizio - Prajñâparadha
azioni offensive – Karma
I dosha che sono aumentati e si muovono verso l’alto percorrendo i canali della mente si localizzano nella mente e causano anormalità. Questa condizione è conosciuta come ‘unmâda’ è principalmente una malattia della mente va trattata secondo l’intensità del dosha o della causa, negli stadi iniziali se non è abnormemente aggravato si chiama ‘mada’ (intossicante) (Su. Ut. 62, 3)
La triplice terapia è centrata sul manas purificando gli organi di senso ed i sensi correggendo le qualità di rajas e tamas ed utilizzando gli organi di azione.
SCIENTIFICA – 1) farmacologica
ERBE
OLII MEDICATI
GHEE MEDICATI
ASAVA E ARISHTA (preparazioni alcoliche)
RASA (preparati mercuriali, metalli)
BHASMA (calcinati minerali)
2) trattamenti fisici - panca karma
SNEHANA - oleazione
SVEDANA - fomentazione
VAMANA - emesi
VIRECHANA - purgazione
SNEHANA BASTI - clisteri oleosi
NIRUHA BASTI - clisteri decotto
B) PSICOTERAPIA -mano vijñana-swadyaya
JÑÂNA - conoscenza
BUDDHI - intelletto
VIJÑÂNA - auto conoscenza
DHAIRYA - fare fronte-sopportare
SMRITI - memoria - ripetizione
SAMADHI – abbandono - accettazione
SHÎLA- attività - condotta
C) DIVINA - affidarsi - ishvara pranidhana
contenere - confinare
impressionare - sorprendere
spaventare
oblio
recitazione di preghiere-mantra
esercizi di devozione-voti
offerte-donazioni
digiuno
pellegrinaggi
MANYATE JÑAYATE ANENA ITI MANAH
MANAS È CIÓ CHE È USATO PER CONOSCERE

FITOTERAPIA NEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI PSICHICI

Gioacchino Calapai
Le erbe medicinali hanno una storia secolare di uso tradizionale che è stata nell’ultimo decennio rivalutata. Tuttavia, la dimostrazione dei benefici mediante una valutazione basata sulle evidenze scientifiche ha incontrato finora parecchi ostacoli, soprattutto rappresentati dalla mancata applicazione degli standard usati per la valutazione dei farmaci di sintesi o cosiddetti “convenzionali”. Gli studi sin qui condotti, specie quelli precedenti l’ultimo decennio, presentano spesso limiti evidenti. Questi sono rappresentati per lo più da un numero ridotto di pazienti inseriti negli studi e da carenze metodologiche quali l’assenza di randomizzazione, del confronto con un gruppo trattato con placebo o dell’uso della cecità. Ciò rende, anche alla luce delle recenti normative europee (24/EC/2004) e nazionali, spesso impossibile valutare la reale efficacia dei trattamenti e di conseguenza equiparare gli effetti delle erbe medicinali a quelli dei farmaci di sintesi. Questa carenza ha condizionato la pratica clinica impedendo di fatto ai medici, siano essi specialisti o medici di medicina generale, di formulare prescrizioni basate su evidenze di efficacia e sicurezza fondamentali per poter operare una valutazione del profilo rischio/beneficio di ogni trattamento.
Fortunatamente, qualcosa negli ultimi tempi è cambiato. L’emergere di evidenze di efficacia di alcune erbe medicinali, prima fra tutte quella dell’Hypericum perforatum nella depressione di grado medio-lieve, ha incoraggiato la comunità scientifica nella ricerca di alternative naturali ai farmaci di sintesi in campo psichiatrico. Sino ad oggi, un gran numero di preparazioni a base di erbe è stato valutato in una varietà di modelli animali di malattie psichiatriche. Oggi il loro potenziale psicofarmacologico viene finalmente analizzato con studi clinici randomizzati e controllati, gli unici in grado di fornire risultati il meno possibile influenzati da errori metodologici. Si sono così moltiplicati gli studi sugli effetti della Valeriana sull’insonnia, del Ginkgo biloba sulla demenza e di altre erbe medicinali (ad esempio Melissa e Luppolo) sugli stati d’ansia. Particolare attenzione viene ormai data anche alla conoscenza di potenziali interazioni con farmaci di sintesi o con altri prodotti naturali (Hypericum perforatum). La possibilità di accedere alle informazioni che provengono da questi studi è alla base di un proficuo utilizzo delle erbe medicinali in campo psichiatrico e rappresenta il passaggio fondamentale da quello che è stato un uso basato sulla tradizione a quello certamente più moderno, basato sulla conoscenza dell’esatto tipo di preparazione (estratto, tintura, etc.,), della corretta posologia, degli effetti collaterali e delle eventuali precauzioni d’uso o controindicazioni.

LA MUSICOTERAPIA E LE PSICOSI: UNA DISCIPLINA IN ASCOLTO DEL DISAGIO

Viviana Cutaia
Il sapere occidentale, tenta da venticinque secoli, di vedere il mondo, di guardare al mondo. Non ha ancora capito che il mondo non si guarda, si sente. Non si legge, si ascolta.
«La vita è rumorosa: la morte silenziosa. Nel rumore si leggono i codici di vita, i rapporti tra gli uomini: rumore di lavoro, rumore degli uomini e rumore delle bestie…rumore comprato, venduto e proibito, non accade nulla di essenziale in cui il timore non sia presente» (Humeau, 1990).
Quando è plasmato dagli uomini come strumenti specifici, quando invade il tempo degli uomini, quando è suono, il rumore diviene il progetto, di partenza e di sogno: musica-proprietà.
Magica o religiosa, militare o estetica, la musica invade l’esperienza vitale e ne acquista un carattere proprio. Una sorta di matrice musicale all’interno della quale ognuno di noi soggettivamente si rispecchia, si identica, risuona. Anticipa o rallenta la storia ed esalta il messaggio con un sapiente condizionamento e decondizionamento, con il potere di suggestione, con il suo potere emotivo.
In Norvegia un gruppo di ricercatori (Gold, Solli, Kruger, e Lie) hanno fatto una revisione sistematica ed una meta analisi delle ricerche sperimentali pubblicate sulle applicazioni della musicoterapia con persone con gravi disordini mentali. La ricerca, apparsa sulla rivista “Clinical Psychology Review”, mostra che la musicoterapia, se combinata con la terapia standard, ha un notevole effetto sul miglioramento di depressione, ansia ecc. Gli Autori hanno rilevato anche un significativo effetto dose-dipendente, che spiegava la varianza fino al 73-78%. I risultati migliori venivano raggiunti con un numero di sessioni comprese tra 16 e 51.

COMUNICAZIONI/POSTERS

SINERGIE ALLA LUCE DELLE CONOSCENZE DISPONIBILI (comunicazione)

Ciro D'Arpa, Società Italiana di Medicina Omeopatica, Dipartimento di
Epistemologia ed Etica Palermo omiopa@tin.it
La presente comunicazione intende rilevare l’esistenza di fondamentali convergenze teoriche, metodologiche e cliniche tra paradigmi differenti compresi nelle Aree mediche riportate nel titolo, e la loro reciproca intelligibilità nell’ambito del corrente Pensiero Sistemico. Il grado di convergenza è tale che non potrà che essere recepito nella cultura scientifica.

STRATEGIE DI INTERVENTO PSICO-PEDAGOGICO CON PAZIENTI CRONICI. IL CASO DEI PAZIENTI IMMUNOPATICI (comunicazione)

Salvatore Colazzo, associato di Pedagogia Sperimentale, Coordinatore del Gruppo di Ricerca in Pedagogia della Salute; Ada Manfreda, pedagogista, membro del Gruppo di Ricerca in Pedagogia della Salute, Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche dell’Università del Salento, Lecce salvatorecolazzo@gmail.com, ada@amalteaonline.com
I pazienti immunopatici costituiscono la cartina di tornasole dell’inadeguatezza dell’approccio tradizionale alla malattia. Essi richiedono l’adozione di un modello esplicativo dei loro disturbi che sia sistemico-regolatorio e un protocollo di intervento che preveda il concorso integrato a differenti livelli (psicologico, endocrinologico, neurologico ed immunologico). Sono sicuramente degli utili riferimenti il modello PNEI e la neurofenomenologia d’ispirazione vareliana. Tali approcci portano ad un superamento delle più tradizionali spiegazioni fondate sulla psicosomatica, in quanto propongono un rapporto mente/corpo che supera credibilmente ogni possibilità di praticare il dualismo così caratteristico della cultura occidentale.
Vi sono due importanti spazi per l’intervento psico-pedagogico:
- quello preventivo, indirizzato sia a far conoscere quanto oggi è emerso nel campo della ricerca relativamente ai disturbi di tipo sistemico sia a offrire delle utili indicazioni per “manutere” i network responsabili del mantenimento di un equilibrio sistemico, garanzia di una corretta relazionalità intra-corporea e con l’ambiente;
- il supporto ai pazienti, da organizzare in gruppi di aiuto volti a render loro possibile l’acquisizione di una cultura della salute, fondata sulla modificazione dei loro stili di vita, a partire da quello alimentare.
Affidandosi alle attuali ricerche scientifiche, è possibile recuperare alcune intuizioni dell’olismo, che oggi possono trovare adeguata conferma e ulteriore sviluppo.
Si porta all’attenzione, infine, un caso di studio, basato sulle narrative di malattie di 20 pazienti immunopatici, ricoverati e trattati presso il Centro IMID dell’Ospedale di Campi Salentina, che il Gruppo di ricerca in Pedagogia della Salute dell’Università del Salento ha lì condotto, evidenziando l’importanza dell’illness perception per il corretto inquadramento e trattamento dei malati.

Sport e disabilità psichica: una complementare strategia d’intervento (comunicazione)
 

1,2,3Battaglia G., 1,2Bellafiore M., 1,2Caramazza G., 3Guarcello A. , 1,2Bianco A., 1,2Palma A.
1Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Palermo., 2Scuola Regionale dello Sport del CONI Sicilia, 3Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) Palermo.
email: giuseppebattaglia@unipa.it
 

L’attività motoria è nota essere in grado di migliorare la salute psicofisica dei soggetti con disabilità mentale (Hutchinson, 1999) ed, in particolare, il gioco del calcio risulta essere un importante veicolo d’intervento nella riabilitazione psichiatrica (Pringle, 2009). Lo scopo del presente lavoro è stato quello di studiare gli effetti della pratica del calcio sulla condizione prestativa e psicofisica in soggetti psicotici dopo 8 settimane di allenamento. Metodi: Hanno partecipato allo studio 10 soggetti in sovrappeso (età: 36±6 anni; peso: 77.44±13.60 Kg; altezza: 164.44±7.00 cm; IMC: 28.55±4.06), afferenti nell’anno 2008 alle strutture psichiatriche di Palermo e Provincia e la cui idoneità psicofisica alla pratica dell’attività era stata attestata tramite certificato medico. Il programma di allenamento ha previsto 2 incontri/settimana caratterizzati da attività atletico-tecnico-tattiche finalizzate al gioco del calcio. La condizione fisica e prestativa è stata determinata attraverso l’indice di massa corporeo (IMC), il peso corporeo (PC) e il tempo necessario per percorrere 30 m alla massima velocità (TVmax30). La percezione che i pazienti hanno della loro condizione psicofisica è stata studiata mediante la somministrazione del questionario SF-12, che indaga gli indici sintetici per lo stato fisico (PCS) e mentale (MCS) attraverso scale comprese tra il valore negativo 30 e il valore positivo 70. Risultati: Dopo il periodo di allenamento i soggetti hanno migliorato sia PCS (51.66±5.00 vs. 54.22±4.29) che MCS (46.11±6.77 vs. 51.11±7.23) e diminuito il PC (77.44±13.60 vs. 73.88±12.51 Kg), l’IMC (28.55±4.06 vs. 27.22±3.70) e il TVmax30 (5”72±0”45 vs. 5”08±0”42 s). Conclusioni: Il programma di allenamento e le scelte metodologiche utilizzate sembrano aver influito positivamente sulla condizione psicofisica e prestativa dei pazienti. Inoltre, in accordo con Pringle (2009), il gioco del calcio appare essere in grado di promuovere un sano e terapeutico antagonismo sportivo.

LA PSICOLOGIA ARCHETIPICA DI JAMES HILLMAN (poster)

Giusi Polizzi, psicoterapeuta, psicodramma terapeuta, Palermo

La psicologia archetipica è un ramo eterodosso della psicologia analitica junghiana. Dal testo "Caro Hillman" :"Intrisa di elementi neoplatonici la psicologia archetipica allude fin dalla sua denominazione agli archetipi, forme primarie ed universali del funzionamento psichico, che si manifesta in ogni aspetto della vita dell'uomo; compare nei miti, nei riti, nelle arti, oltre che nei sogni e nella stessa psicopatologia...in questo senso Hillman recupera la mitologia greco-romana facendo degli Dei e delle loro storie mitiche altrettanti paradigmi del comportamento e dei sentimenti umani". Uno dei concetti fondamentali della ps. Archetipica è il lavoro sull'anima; in greco Psichì significa anima ed è in questa prospettiva che Hillman si abbandona al gioco oscuro, passionale e spesso confuso delle immagini che l'anima umana evoca, concretizzandole nel suo divenire attraverso i comportamenti e le esperienze. Nel linguaggio evocativo dela Ps. Junghiana l'Anima è l'archetipo della relazione tra noi e le cose e si riferisce all'aspetto psicologico della relazione tra le parti. In tal senso il recupero degli aspetti immaginali nonché ombrosi e sotterranei, diviene l'aspetto fondamentale e fondante dell'analisi hillmaniana, aspetti che non sono solo riconducibili all'esperienza personale dell'individuo ma ascrivibili anche al mondo esterno e a tutto ciò che ci circonda: le strutture architettoniche , le strade, i giardini, le energie del mondo. Hillman , infatti, mutua dal grande J. Keats la frase "Chiamate, vi prego, il mondo la valle del fare anima, allora scoprirete a cosa serve il mondo", per indicare che lo spazio culturale in cui siamo inseriti diviene l'opus del fare anima. Il concetto di anima è strettamente connesso a quello di archetipo. Per Jung è la vera invisibile radice della coscienza.

L'Asino mediatore (poster)

Guido Sesti, psicologo clinico, Gestalt counselor,, operatore AMA guido.sesti@fastwebnet.it

L’asino ancora oggi si ritiene bestia da lavoro e, come in passato, viene considerato piuttosto stupido e comunque inferiore al cavallo suo parente elegante e veloce.
Non più utilizzato per attività meglio svolte dalle macchine viene riscoperto per una funzione fondamentale: rispondere al bisogno di interazione più vera ed efficace rispetto ai modelli che il vivere moderno ha fin qui proposto.
L’asino tranquillo e paziente cerca l’uomo ed è ben disposto a collaborare con affetto con gli chiede gentilmente di stare tra la gente a fare dei giochi.
Le attività formative che lo vedono mediatore di emozioni e messaggi naturali e sani pongono l’asino in posizione di rispetto nel panorama delle Pet therapy in quanto animale forte e docile, coraggioso e generoso, intelligente e curioso, di eccellente memoria e mai rancoroso, capace di reazioni composte anche di fronte ai turbamenti improvvisi che possono circondarlo.
Per l’attenzione e la calma che naturalmente esprime, la sua presenza all’interno di percorsi formativi e agevolatori di cambiamenti è un valido elemento di mediazione tra tecniche di intervento, persone che le utilizzano e fruitori.
La comunicazione più consapevole e autentica che grazie all’asino viene facilitata è l’obiettivo di questo approccio così come lo sono il riconoscimento e lo sviluppo delle emozioni e delle proprie peculiarità e la scoperta di forme più piacevoli dello stare insieme.
Con l’asino si passeggia al suo ritmo: quello della lentezza e dell’osservazione nonché quello dell’attesa e della partecipazione.
Il contatto con gli asini apre prospettive di espressione creativa e armoniosa; un contatto facile e gradevole che nei contesti in cui avviene agevola quell’unione tra persone, animali e ambiente naturale, quel ritorno alla semplicità e alla purezza e quella pace che di molti percorsi di crescita è il fine.

La dipendenza adolescenziale (alcool, video etc). un nuovo approccio terapeutico (comunicazione)

Giovanni Paolo Reina, endocrinologo, psicologo medico, adolescentologo, medico di Medicina Generale

La dipendenza adolescenziale, sia essa da video, da gioco, da alcool, da droga o da quant’altro ci si vuol mettere dentro, viene troppo spesso trattato in maniera diretta “a pugilato”, cioè prendendo di petto il problema stesso, in modo da impedire alla persona stessa di mettere in atto i comportamenti deviati, ma spesso col solo risultato che la persona lo fa lo stesso ma di nascosto e enfatizza la dipendenza stessa attribuendogli un valore particolare, tipo autonomia e autostima, etc etc, che rafforzano conseguentemente la dipendenza stessa.
Basterebbe invece soltanto cambiare la prospettiva comportamentale del nostro primo incontro con la persona per riuscire a modificare la nostra strategia terapeutica attraverso l’ALLEANZA che è il motore indispensabile per riuscire a lavorare con gli adolescenti.
Vediamo ora un video di circa tre minuti che esplicita questo concetto: viene quindi proiettato un video in cui si vede un ragazzo affetto da dipendenza da telefonino che entra nello studio e si vede quello che normalmente noi facciamo con risultati poco soddisfacenti e successivamente quello che noi dovremmo invece fare per ottenere i risultati sperati.
Acquisita l’alleanza possiamo ora godere della fiducia dell’adolescente e quindi operare la trasformazione dell’interesse ossessivo verso il telefonino in un’apertura di credito verso altri aspetti della sua personalità (musica, hobbies, sport, amicizie, ect ect.) che gli permetteranno di vedere la realtà della propria personalità non solo attraverso il telefonino ma anche attraverso altre nuove opportunità che possiamo sperimentare insieme.
E qui viene proposto un altro video di pochissimi minuti che esplica e visualizza il nuovo comportamento attuato con i risultati ottenuti.
Ovviamente questo è il primo passo, ma anche il più importante perché provoca nell’adolescente un viraggio del proprio interesse dal telefonino a se stesso con la percezione delle proprie risorse e conseguente aumento dell’autostima e quindi anche dell’autonomia.


Le Revisioni Sistematiche nella Depressione: un'indagine sui grandi temi trattati in letteratura (poster)

Vincenzo Prisco, medico Università degli Studi di Napoli Federico II vinciprisco@gmail.com

Da una attenta analisi delle Revisioni Sistematiche esistenti in letteratura sulla depressione si è
potuta effettuare un’indagine sui grandi temi trattati in letteratura.
Metodologia
Solo 424, pubblicate da 140 riviste sono risultate rispondenti ai criteri di inclusione. Abbiamo
inoltre suddiviso le Revisioni Sistematiche in base agli argomenti trattati, individuando 4 temi
fondamentali:
farmaci
psicoterapie
stimolazione elettrica
generale (sono stati raggruppati in questa categoria i temi trattati da riviste che hanno
pubblicato meno di 8 Revisioni Sistematiche).
Risultati
Dall’analisi dell’insieme delle Revisioni Sistematiche, in seguito alla suddivisione nelle quattro
categorie presentate in precedenza (farmaci, psicoterapie, stimolazione elettrica, generale)
notiamo che c’è una grande prevalenza di Revisioni Sistematiche che trattano di farmacoterapia
rispetto a tutti gli altri temi. Si nota inoltre un aumento nel corso degli anni degli studi pubblicati
sulla depressione in relazione al tipo di trattamento. Un aumento considerevole si nota a partire
dal 1996, e ciò vale per tutte e quattro le categorie in studio
Conclusioni
Il “picco”del numero di pubblicazioni si nota nel 2006; negli anni successivi si riscontra una
lieve deflessione rispetto al 2006, e una deflessione più marcata nel 2009.
Si evince inoltre che mentre fino al 1997 le pubblicazioni sulla depressione riguardano pressoché
solo la terapia farmacologica, negli anni a seguire si nota un ampliamento degli interessi anche
verso la psicoterapia e la stimolazione elettrica


Le Revisioni Sistematiche nella Depressione: un’indagine sul tipo di terapia
della depressione in relazione alla rivista che lo ha pubblicato (poster)

Vincenzo Prisco, medico Università degli Studi di Napoli Federico II vinciprisco@gmail.com

Da una attenta analisi delle Revisioni Sistematiche esistenti in letteratura sulla depressione si è
potuta effettuare un’indagine sul tipo di terapia della depressione in relazione alla rivista che lo
ha pubblicato.
Metodologia
Solo 424, pubblicate da 140 riviste sono risultate rispondenti ai criteri di inclusione. È stata
dunque condotta un’analisi mettendo in relazione la rivista in questione e il tipo di trattamento
utilizzato. Sono state incluse nello studio le sole riviste e database che abbiano pubblicato un
numero di Revisioni Sistematiche superiore a dieci sulla depressione dal 1990 al 2010.
Risultati
Dai dati in nostro possesso si evince innanzitutto che le Riviste che hanno pubblicato di più,
includendo nella nostra analisi le sole riviste e database che abbiano pubblicato un numero di
Revisioni Sistematiche superiore a dieci sulla depressione, dal 1990 al 2009 sono il “Cochrane
Database of Systematic Reviews”, il “Journal of clinical psychiatry”,_il “British journal of
psychiatry”, l’ “International clinical psychopharmacology”, il “Journal of clinical
psychopharmacology” e il“Journal of affective disorders. In generale in queste riviste esaminate
la terapia farmacologica è trattata in maniera preponderante rispetto agli altri tipi di trattamento.
Le due riviste che hanno trattato di più di terapia farmacologica, come era prevedibile, sono
l’“International clinical psychopharmacology” e il “Journal of clinical psychopharmacology”
e notiamo che nell’ambito delle riviste prese in esame non tutte hanno trattato di psicoterapia o
di stimolazione elettrica. La psicoterapia è infatti stata analizzata prevalentemente dal
“Cochrane Database of Systematic Reviews” che anche in questo caso ha mostrato un interesse
a temi clinici di più ampio respiro rispetto alle altre riviste.
Dall’analisi del suddetto grafico si evince anche che il database che ha pubblicato di meno sulla
terapia farmacologica è il “Cochrane Database of Systematic Reviews”.
Conclusioni
la “Cochrane” mostra orizzonti più ampi, estendendo il proprio interesse a svariati temi clinici,
rispetto alle altre riviste, come per la psicoterapia.


Le Revisioni Sistematiche nella Depressione: un’indagine sulla certezza dei
risultati di tali studi in relazione alla rivista che li ha pubblicati (poster)

Vincenzo Prisco, medico Università degli Studi di Napoli Federico II vinciprisco@gmail.com

Da una attenta analisi delle Revisioni Sistematiche esistenti in letteratura sulla Depressione si è
potuta effettuare un’indagine sulla certezza dei risultati cui giungono tali studi.
Metodologia
Solo 424, pubblicate da 140 riviste sono risultate rispondenti ai criteri di inclusione. È stata
dunque condotta un’analisi mettendo in relazione la Rivista in questione e il tipo di risultato
pubblicato. Sono state incluse nello studio le sole riviste e database che abbiano pubblicato un
numero di Revisioni Sistematiche superiore a dieci sulla depressione dal 1990 al 2010.
Risultati
Dai dati in nostro possesso si evince innanzitutto che le Riviste che hanno pubblicato di più,
includendo nella nostra analisi le sole riviste e database che abbiano pubblicato un numero di
Revisioni Sistematiche superiore a dieci sulla depressione, dal 1990 al 2009 sono il “Cochrane
Database of Systematic Reviews”, il “Journal of clinical psychiatry”,_il “British journal of
psychiatry”, l’“International clinical psychopharmacology”, il “Journal of clinical
psychopharmacology” e il“Journal of affective disorders”. Si notano differenze nel grado di
certezza dei risultati in base al tipo di rivista in esame. Per quanto riguarda il numero di
“Risultati Certi” riscontrati nelle varie Revisioni Sistematiche analizzate, si nota che il “Journal
of clinical psychopharmacology” è la rivista che riporta più risultati positivi. Inoltre i risultati
riportati dal “Cochrane Database of Systematic Reviews” hanno una minore preponderanza di
risultati certi rispetto alle altre riviste, in primo luogo perché i risultati dei Randomized
Controlled Trials sono valutati con standard di selezione più rigorosa rispetto agli studi
pubblicati da altre riviste.
Conclusioni
Il “Cochrane Database of Systematic Review” risulta più severo e meno influenzabile dagli
interessi delle case farmaceutiche, come si può evincere dal minor numero di risultati “Certi”
che esso ha pubblicato. La rivista che più si avvicina nella selettività di indagine alla
“Cochrane” è il “British journal of psychiatry”, pur pubblicando un numero inferiore di
Revisioni Sistematiche rispetto al “Cochrane Database of Systematic Reviews”.


Le Revisioni Sistematiche nella Depressione: un’indagine sulla certezza dei
risultati in letteratura (poster)

Vincenzo Prisco,Università degli Studi di Napoli Federico II vinciprisco@gmail.com

Da una attenta analisi delle Revisioni Sistematiche esistenti in letteratura sulla depressione si è
potuta effettuare un’indagine sulla certezza dei risultati cui giungono tali studi.
Metodologia
Sono stati utilizzati due database (Ovid e Pubmed) per identificare le Revisioni Sistematiche
relative alla depressione
Solo 424 Revisioni Sistematiche, pubblicate da 140 riviste sono risultate rispondenti ai criteri di
inclusione. Poi sono state analizzate tutte le Revisioni Sistematiche allo scopo di rilevare le
conclusioni raggiunte da ognuna, suddividendo i risultati possibili in tre categorie:
Revisioni che raggiungono un risultato Certo: se la domanda posta dallo studio ha un
risultato inequivocabile e non mostra alcun grado di incertezza.
Revisioni che raggiungono risultati Incerti: se i risultati non possono rispondere a pieno
al quesito clinico e gli autori della revisione sistematica suggeriscono che altri lavori sono
necessari per dare una risposta esaustiva al quesito.
Revisioni che raggiungono risultati Nulli: se gli autori della revisione sistematica
credono che non sia possibile dare alcun risultato a causa dei limiti intrinseci agli RCTs
analizzati (scarsa qualità, eterogeneità e scarsa consistenza dei dati).
Risultati
Considerando poi i risultati delle Revisioni Sistematiche esaminate, si evince che ben 281 sono i
risultati certi, che arrivano cioè a chiare conclusioni circa le domande che la revisione
sistematica si era posta in partenza.
Conclusioni
Tra tutte le Revisioni Sistematiche esaminate i risultati “Certi” prevalgono ampiamente rispetto
ai risultati “Incerti” e “Nulli”.


Protagonisti del cambiamento (poster)

Carmela Amato, Anna Agueci, Amalia Leone, Hélène Pasta, Marzia Zambito, Associazione Serena Palermo www.serenaapalermo.it- serenaapalermo@hotmail.com
L’Associazione di volontariato “Serena a Palermo” è rivolta alle donne operate al seno e ai suoi familiari per riacquisire la serenità perduta e si impegna ad implementare nel proprio territorio la promozione della diagnosi precoce e l’educazione sanitaria relativa alla tematica del tumore della mammella nella sua globalità. L’intuizione innovativa è quella di aver reso protagonisti nel cambiamento gli stessi utenti-soci, valorizzando le potenzialità esistenti in ciascuno. La sede dell’associazione diviene il luogo in cui i soci e gli utenti si incontrano per mettere insieme capacità ed idee, apportando all’esperienza generale il proprio valore aggiunto. L’ Associazione Serena a Palermo si apre ad una doppia sfida: dare risposte terapeutiche riabilitative in termini di salute integrale e cercare di rendere la “salute residua” compatibile con una buona qualità di vita.
Promuovendo:
• L’autoconoscenza e la gestione delle emozioni in uno spazio protetto;
• Facendo emergere l’elaborazione dei vissuti attraverso l’ascolto attivo;
• Stimolando la creatività dei soggetti partecipanti in piccoli gruppi;
• Condividendo nuovi linguaggi.
Metodologia per favorire il raggiungimento degli obiettivi:
Il modello di lavoro dell’Associazione Serena a Palermo prevede l’utilizzo di diversi strumenti, quali il coordinamento, la supervisione, la formazione, l’ascolto attivo, i laboratori di arti Terapie Espressive, i gruppi di sostegno.

Laboratorio gioco-condotto per il riequilibrio energetico (poster)
Antonino Enia

Laboratori di psicodramma calato nella filosofia alla base della M.T.C. per regolare l’assetto energetico dei singoli partecipanti e del gruppo. In particolare utilizzabile nei soggetti che fanno parte di un’istituzione che sentono di appartenere ad un gruppo preciso consapevoli dei risvolti positivi e negativi. Si è data attenzione allo stress cui sono sottoposti molti lavoratori nell’esercizio della propria professione, ciò può portare attraverso un malessere non riconosciuto ad alterazione dell’equilibrio energetico con alterazione del rapporto mente corpo spiritualità. Ne possono conseguire alterazioni nei rapporti familiari, di amicizia e di lavoro con diminuzione del rendimento Si stimola il riequilibrio utilizzando le caratteristiche degli organi, seguendo il movimento dei cinque elementi e l’alternarsi dello Yin e dello Yang, attraverso i giochi ed i vissuti dei partecipanti. Si valuta in quale parte del gruppo risiedono gli eccessi ed i vuoti di energia, quindi se ne ristabilisce il normale flusso, favorendo il dialogo con le parti più profonde ed il teatro interiore dei singoli.
 

RELATORI E MODERATORI

- Gaetano Arcovito, Psichiatra, Omeopata, Messina

- Rosalia Billeci, Psicoterapeuta Analitica Junghiana,Psicodrammaterapeuta, Vicepresidente Centro studi di Medicina Integrata (CeSMI), Palermo

- Gioacchino Calapai, Neuropsichiatria, Farmacologo, Fitoterapeuta, Direttore della Scuola di Specializzazione Tossicologia Medica, Università Messina

- Viviana Cutaia, Psicologa, Musicoterapeuta, CeSMI Palermo

- Remigio Cenzato, Medico Antroposofo e Scolastico, Pedagogista Clinico e Curativo, Milano

- Antonino Enia, Neuropsichiatra Psicoterapeuta, Psicodrammaterapeuta CeSMI, Palermo

- Vincenzo Garaffa Medico Agopuntore, Responsabile ambulatorio Agopuntura e Moxibustione e del Servizio di ADI Oncologica di II° livello della ASL n°9 Trapani, Vicepresidente Presidente della WMMA (Associazione Mondiale dei Medici Agopuntori), Trapani

- Daniele La Barbera, Psichiatra, Psicoterapeuta, Professore Ordinario di Psichiatria dell'Università, Direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria e dell'U.O. C. di Psichiatria, Psicologia Clinica e Riabilitazione Psichiatrica del Policlinico Universitario "P. Giaccone" di Palermo, Responsabile della sezione di Psichiatria del BioNeC Dipartimento di Biomedicina sperimentale e Neuroscienze Cliniche) dell'Università di Palermo

- Franco La Rosa, Psichiatra, Psicologo Analista, Palermo

- Gabriella Pravatà, Dermatologa, Master II Livello Universitario in Agopuntura e MTC, Presidente Centro studi di Medicina Integrata (CeSMI), Palermo

- Paolo Roberti di Sarsina, Psichiatra e Psicoterapeuta Ausl Bologna, Fondatore e Responsabile dei rapporti internazionali del Comitato Permanente di Consenso per le Medicine Non Convenzionali Italia; componente di “CAMbrella”Consorzio dell'Unione Europea per la Ricerca nelle MNC, Bologna

- Guido Sartori, Medico Presidente “Atah” Associazione Pazienti Ayurvedici, Bologna
- Lucia Sideli, Psicologo Clinico e di Comunità, Dottorato di ricerca in “Neuroscienze e Disturbi del comportamento”, Università di Palermo

- Henri Truong Tan Trung, Docente di Agopuntura, Specialista in Anestesia e Rianimazione, Presidente de Association pour la Medicine Orientale, Parigi

 

Centro studi di medicina integrata www.cesmipalermo.com

Scuola di Specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia e U.O.C. di Psichiatria dell’Azienda Policlinico di Palermo www.scienzeformazione.unipa.it - www.medpa.it
Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le MnC in Italia www.comitatomnc.org


 

Wedding Dresses