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Medicina non convenzionale (MnC) in dermatologia

 

 

a cura di Gabriella Pravatà dermatologa, master universitario di II livello in agopuntura e medicina tradizionale cinese

Riporto i dati recenti dell’uso in Dermatologia dei vari approci diagnostico-terapeutici della Medicina non convenzionale, meglio conosciuta nel linguaggio internazionale con l’acronimo CAM “Complementary and Alternative Medicine”. Il tasso di prevalenza d’uso di CAM è del 62% in USA, seguito dal 49% in Australia e Francia, sino a giungere al tasso più basso del 23,4% nel 2008 in Italia. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FNOMCeO) italiana in seguito alla pietra miliare nel settore delle CAM che è il “documento di Terni del 2002”, riconosce nove CAM: agopuntura, medicina tradizionale cinese, omeopatia, medicina ayurvedica, medicina antroposofica, fitoterapia, omotossicologia, chiropratica, osteopatia.
Nell’ambito dermatologico i principali databases scientifici (PuBMed- The Cochrane Library) riportano diversi studi clinici, trials, case reports, full text, abstracts, citazioni, sull’uso di sette CAM in dermatologia (ho escluso dalla ricerca l’osteopatia e la chiropratica) con un numero di voci di gran lunga inferiori ( 2710 voci) rispetto alle voci relative alla dermatologia che fa riferimento al modello biomedico (832.556 voci), ed a quelle relative alle varie CAM in altre branche della medicina (48.707 voci).
Le patologie dermatologiche che hanno fatto uso di CAM e che compaiono più frequentemente sono in prevalenza croniche: orticaria, acne polimorfa, dermatite atopica, prurito sine materia, psoriasi, herpes zoster e nevralgia posterpetica, eczema e neurodermite, sindrome di Melkersson- Rosenthal, vulvodinia, cheloidi postchirurgici, sclerodermia, rinofima, alopecia areata ed androgenetica, rosacea, patologie seborroiche non ben specificate.
Gli articoli più numerosi sono relativi all’uso dell’agopuntura in pazienti affetti da varie patologie dermatologiche e studi molto interessanti si riferiscono all’acne polimorfa con ottimi risultati attraverso l’uso di agopuntura e moxibustione (una tecnica della medicina tradizionale cinese che utilizza artemisia essiccata composta a forma di sigaro che emana, dopo accensione, calore a temperatura costante); nella psoriasi con dati controversi; nell’eritrodermia psoriasica con ottimi risultati in pazienti resistenti alle classiche terapie convenzionali; nell’orticaria acuta con il 90% di efficacia, ma anche nell’orticaria cronica, nell’herpes zoster e nella nevralgia posterpetica. L’agopuntura è stata inoltre utilizzata in varicella, herpes simplex, impetigo, vitiligine, tinea, lupus eritematoso sistemico, cloasma. Innovativo è un trial aperto che si sta conducendo a Siviglia sull’efficacia dell’agopuntura nel trattamento delle ulcere venose degli arti inferiori, con modesto bendaggio delle lesioni, rispetto all’efficacia del bendaggio compressivo multistrato valutando anche i costi sanitari.
La fitoterapia occupa il secondo posto in letteratura per il suo uso in dermatologia, ed un recentissimo studio in pazienti con psoriasi rivela l’efficacia dell’indigo naturalis, dimostrando l’azione inibitrice della proliferazione e di promozione della differenziazione dei cheratinociti dopo applicazione topica del fitoterapico per 12 settimane; l’effetto inibitorio Ginko Biloba e , l’epigallocatechina-3-gallate (té verde) su VEGF (vascular endothelial growth factor), e CXCL8/IL-8 in cheratinociti attivati da TNFalpha e quindi la sua possibile applicazione in patologie cutanee associate ad angiogenesi; valutata l’efficacia maggiore della monoterapia orale di Ginkgo biloba e Vitamina E rispetto a L-phenylalanine, cobalamina e acido folico nel trattamento di vitiligine associata a fototerapia; l’effetto antiparassitario di Chenopodium ambrosioides su Leishmania amazonensis pari al Glucantime e Pentamidine senza tossicità.
Le erbe cinesi Zengse Pills usate in pazienti con vitiligine e stasi di Qi e Xue (sindrome clinica di medicina tradizionale cinese indice di squilibrio di Yin-Yang) dimostrano l’effetto di regolazione immunitaria per aumento di CD4, del rapporto CD4/CD8, diminuzione di CD8.
L’omeopatia segue al terzo posto negli articoli indicizzati della letteratura scientifica in dermatologia ad es. con lo studio multicentrico osservazionale (45 medici) e follow up di 2anni in pazienti con psoriasi, per valutare gli effetti in dettaglio della terapia omeopatica in 82 pz, trattati per 10 anni prima con farmaci di sintesi: la valutatizione di questonari standard, diagnosi omeopatica, severità, qualità di vita (QoL), storia medica, consultazioni, trattamenti ed uso di altri servizi di salute, ha rilevato un netto miglioramento nella diagnosi omopatica e severità di manifestazioni cliniche (Cohen's d= 1.02-2.09), con netto miglioramento di QoL ; altri studi mostrano la validità dell’omeopatia con miglioramento relativo alla malattia cutanea, e miglioramento generale insieme a qualità di vita e relazione interpersonale in pazienti con dermatite atopica, eczema, acne, orticaria cronica, alopecia universale che ricevevano terapia omeopatica in aggiunta alla convenzionale da 3 mesi a 2,7 anni.
Utili le potenziali applicazioni delle proprietà chemiopreventive della frazione flavonoidi di Saraca asoka (Family - Caesalpiniaceae) usata nella tradizione Ayurvedica, per la significante riduzione del numero di tumori cutanei indotti sperimentalmente con dimethyl benz(a)antracene e croton oil; il conosciuto effetto antinfiammatorio, cicatrizzante e disfunzioni epatiche del turmeric (rizoma di Curcuma longa), pigmento spezia usato in alimentazione ed in Ayurvedica, Unani e Medicina Cinese, ha mostrato anche l’effetto di prevenzione cutaneo di danno indotto da UVB in modello murino, con prevenzione dell’ispessimento cutaneo e l’ipoelastcità della cute irradiata da UVB.
Di grande impatto sociale gli studi olandesi rispettivamente: 1) studio sulla netta diminuzione della prevalenza di atopia su 295 bambini età 5–13 anni frequentanti la scuola antroposofica (Steiner) di Stoccolma, comparato a 380 bambini della stessa età di 2 scuole vicine. Indagate storia di atopia, malattie infettive, uso di antibiotici e vaccinazioni, variabili sociali ed ambientali. Le persone che seguono uno stile di vita secondo l’antroposofia usano meno antibiotici, meno vaccinazioni, più vegetali, cereali, cibi fermentati (lattobacilli) rispetto ai bambini di controllo; 2) studio di coorte alla nascita per identificare i fattori che influenzano l’espressione clinica della malattia atopica in 957 neonati nati da donne che seguivano lo stile di vita antroposofico, con i risultati che le modificazioni della microflora intestinale dovuti a stile di vita, possono essere coinvolti nello sviluppo della malattia atopica (E coli associato con eczema, Clostridium difficile associato con l’atopia)
Per ultimo l’omotossicologia, la più recente tra le CAM nel mondo, mostra l’effetto inibitorio dose-dipendente di 11 estratti di piante, componenti di alcuni rimedi omotossicologici, sulla proliferazione cellulare indicando che essi possono modulare la composizione della matrice extracellulare attraverso l’effetto inibitorio sullo sviluppo cellulare dei fibroblasti; uno studio italiano su 108 pazienti affetti da orticaria cronica, rivela che il 65% dei soggetti ha beneficiato dalla sola terapia biologica, il 19% ha fatto uso combinato di terapia convenzionale e terapia biologica, il 7% drop-out dopo 2 mesi imputabile, in parte, all’impazienza nell’accettazione dei tempi non rapidi di cui spesso necessita la vicariazione regressiva tipica dell’omeotossicologia. Lo studio sottolinea anche l’ottima la sinergia tra dermatologo ed omotossicologo.
Concludo con la segnalazione degli studi che riportano gli effetti collaterali delle CAM in numero alquanto minore (374 voci), rispetto alle ben più numerose reazioni avverse di farmaci di sintesi (353.996 voci). Interessante è l’osservazione italiana di 5 anni, coordinata da IRCCS, relativa ai 16 casi di reazioni allergiche in ambito dermatologico e respiratorio da Propolis usato per dermatiti, laringite, afte e gli AA suggeriscono la necessità di maggiore informazione nei consumatori e medici, evitandone l’uso nei pazienti con diatesi allergica; 12 casi di reazioni avverse di cui 9 con rimedi Ayurvedici e 3 con rimedi omeopatici con un 58.3% in ambito cutaneo di grado da moderato a severo in un ospedale del sud India e si sottolinea l’importanza della segnalazione spontanea di reazioni avverse; uno studio dell’ Università di Bari segnala dermatite da contatto, orticaria, angioedema, eruzioni maculopapulose, fotosensibilità, s. Stevens-Johnson con l’uso di propolis, olii per aromaterapia, fotosensibilizzanti, composti contenenti metalli; interferenze con chemioterapici sono riportate con erbe anticancro: kava-kava, vitamina E, quercetina, ginseng, garlic, beta-carotene, echinacea a gli AA stimolano nuove ricerche per prevenire il fallimento terapeutico e la tossicità.
Infine l’uso maldestro di agopuntura può dar luogo ad infezioni cutanee locali, pericondrite, sindrome vaso-vagale, endocarditi, lesioni midollari, pneumotorace, tromboflebiti, epatite B. Le segnalazioni di reazioni avverse cutanee con agopuntura sono relative a micobatteriosi atipica non tubercolare (32 casi registrati a Toronto tra aprile e dicembre del 2002), basalioma superficiale dopo cauterizzazione da moxa, dermatofibroma gigante in una donna coreana sottoposta a multipli trattamenti con agopuntura con veleno di api (tecnica non in uso in occidente), panniculite faciale in 2 giovani donne indotta da elettroagopuntura, argiria cutanea localizzata in paziente con storia di melanoma.

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